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Quando vivi in una casa con un letto a una piazza e mezzo al posto del lettone matrimoniale, sai già quale è il luogo del contendere per due adulti, una bambina e tre gatti...
Lasciamo in sospeso il motivo per cui ancora non abbiamo un letto matrimoniale e veniamo al punto cruciale della questione: tutti vogliono stare sul letto, ma qualcuno se ne deve stare fuori.
È una questione matematica legata a questi punti:
- costante - la mamma. Sul serio: io a letto sto ferma, quindi sono costante nel mio posto e tutt'al più mi adatto alle variabili.
- variabile 1 - la figlia. Pur essendo ancora piccola, durante la notte riuscirà ad occupare pezzo per pezzo praticamente tutto lo spazio del letto non occupato dalla costante. Anzi, a volte occupa pure quello!
- variabile 2 - gatta cicciona. In generale sta piuttosto ferma in un punto (tra le gambe della costante), ma appena la variabile 1 accenna un pianto drizza le orecchie e scompare.
- variabile 3 - gatta bella. Se ci sono altri gatti sul letto lei tende ad andarsene. Preferisce i riposini pomeridiani (anche io li preferirei!!!)
- variabile 4 - gatto agitato. Quando è ora di chiudere gli occhi per dormire, ecco che lui si attiva per volere le coccole. Le vuole davvero e cerca di ottenerle scavalcando la costante e sistemandosi tra di essa e la variabile 1, causando l'agitazione e i calci volanti della variabile 1, seguita dal nervosismo della costante e la cacciata della variabile in questione dal letto. Il tutto ripetuto almeno 10 volte prima di arrivare alla pace dei sensi, ovvero la variabile 4 sdraiata per il lungo sul fianco della costante, sul lato opposto della variabile 1.
La costante si trova in questo modo bloccata su un lato dalla figlia, su un lato dal gatto agitato e da una gatta tra le gambe.
Infine ecco:
- l'incognita - il papà. Quando rientra dal lavoro e valuta la situazione del letto ci rinuncia e se ne va a dormire sul divano sperando di essere lasciato in pace (lui e il suo russare). In realtà appena le variabili 2-3-4 si rendono conto che lui dorme in un posto ancora più stretto, si alzano e lo raggiungono per fargli compagnia.
A questo punto l'incognita può scegliere se continuare a dormire imperterrita oppure raggiungere la costante e la variabile 1, chiudendo la porta della camera e salvando il salvabile.
Per fortuna sua, quando alla mattina io e la pupa ci alziamo per andare a lavorare, io in ufficio e lei dai nonni, il papà ha il letto tutto per sé.
Meno male che in tutto questo abbiamo deciso di portare il lettino della figlia dalla cameretta (ovvero la stanza dello stiro) alla nostra camera e affiancarlo al "lettone" come se fosse un grosso side bed.
Di una cosa sono certa: quando compreremo il lettone ne voglio uno grande come quello di Shaquille O'Neal!!!

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