Domenica mattina il moroso ha comprato una piscinetta gonfiabile perché così al pomeriggio possiamo far sguazzare la pupa nell'acqua, per farle prendere un po' di fresco e magari per farla stancare un po' in vista della notte.
Le istruzioni dicono di non appoggiarla su una superficie dura, quindi decidiamo di posizionarla in mezzo ad una aiuola nel cortile di casa.
Le nostre aiuole sono state seminate, anni fa, a edera perché così nessuno ci doveva fare manutenzione.
Poi, visto che l'edera se lasciata a se stessa è infestante, ogni tanto gli zii del moroso estirpano e potano qualcosa.
Probabilmente è più quello che potano che quello che estirpano.
In più noi abbiamo alti pini tutt'attorno a casa che perdono moltissimi aghi che ricoprono tutto, anche l'edera e i monconi rimasti.
Dico col moroso: "sarebbe bene mettere un bel telo resistente sotto per evitare che si fori la piscina".
Lui: "non credo che abbiamo qualcosa come dici tu".
Pensiero femminile non espresso: comprarlo?
La piscinetta viene quindi gonfiata, posata dentro all'aiuola e poi riempita di acqua.
Mentre l'acqua scorre, io dico: "riempi solo fino al primo anello, così se la piccola scivola non annega".
Primo errore: pensiero femminile non completo. Avrei dovuto aggiungere: "se l'acqua fredda va oltre il primo anello, non farà in tempo a scaldarsi per l'ora del bagnetto".
Lui infatti risponde: "ma tanto ci vado anche io dentro, lei mica può cadere o annegare..."
Finito il pranzo vorrei riposare perché mi è venuto mal di testa.
Lui, molto gentilmente, mi lascia libera e porta giù la bimba a fare il bagnetto.
Mi metto sul divano e cerco di dormire, ma non riesco perché il micino nuovo ha voglia di coccole e, cercando il mio punto più comodo, mi mette ripetutamente il sedere in faccia.
Nel frattempo sento urletti provenienti dal cortile.
Urletti che per me non sono di felicità, non esprimono il "cavolo quanto mi sto divertendo!!!"
Mi affaccio alla finestra e chiedo: "come va?"
Lui: "benissimo, guarda come si sta divertendo!"
La piccola è in piedi dentro la piscinetta, aggrappata al bordo.
Vado giù a vedere, tanto ho capito che non dormo.
La piscinetta è riempita fino al secondo anello, l'acqua arriva un po' sopra all'ombelico della bimba.
Lui le ha lasciato il pannolino, che si è completamente imbevuto di acqua (mi aveva detto che ce l'avrebbe messa nuda dentro).
Lui si toglie ciabatte e pantaloni ed entra dentro la piscinetta, dicendo "ah, ma come è bella fresca!"
Quando per lui l'acqua è fresca per me è fredda.
La nostra bimba ha la pelle gelida e sta al sole per scaldarsi.
Lui per giocare la schizza e lei fa i gridolini che sentivo prima e, ora che la vedo in faccia, trasale tutte le volte che le arriva uno schizzo.
Tiriamo subito fuori la piccola e la avvolgiamo nel telo, me la prendo in braccio e mi metto al sole per scaldarla.
Mentre la piccola era in acqua, con la piscinetta gonfia e piena, avevo visto salire qualche bolla d'aria.
Guardando bene, il fondo era teso su una soffice coltre di aghi di pino dal quale, ogni tanto, spuntava qualche rametto (o potatura di fusto di edera) che premeva sul telo di fondo.
Decidiamo di svuotare la piscinetta per pulire sotto.
Secondo errore: pensiero femminile non espresso. Questa operazione andava fatta prima di metterci sopra la piscina.
Il moroso svuota a secchiate e, vedendo che questo genera l'ilarità della piccola, inizia a tirare secchiate d'acqua ovunque, anche verso di noi e io sono anche vestita pronta per tornare in ufficio.
Arrivato al punto in cui riusciva a sollevare la piscina con l'acqua rimasta, la rovescia.
Io vedo però uno zampillo d'acqua che esce dalla parte opposta, ovvero dal retro anziché dal davanti.
Quindi un buco c'è già.
Lui: "vabbè, userò uno di quei cosi per aggiustare le camere d'aria delle bici".
Vuotata la piscina la mettiamo ad asciugare contro il muro di casa ed esaminiamo il forellino.
Io: "eccolo lì..."
Lui: "no, è lì".
Io: "là ce ne è un altro..."
Piscina comprata domenica mattina, usata lunedì pomeriggio per 20 minuti, 3 buchi da riparare.
venerdì 19 luglio 2013
martedì 2 luglio 2013
la povertà delle nuove leggende metropolitane
Le leggende metropolitane un tempo avevano un ché di
misterioso, di indefinibile e di difficilmente verificabile in prima persona. Quando
te ne riportavano una la voce di chi riferiva si abbassava con fare cospiratore
e il racconto terminava con un “lo giuro!”. Non c’era internet che permetteva
di controllare subito la veridicità di una informazione finta ma verosimile.
Si parlava di coccodrilli nelle fogne di New York, quindi
per sfatare il mito tu prima dovevi andarci a New York e anche andare a
visitare le fogne. Chi raccontava aveva quindi vita facile, difficilmente
veniva “svergognato” in pubblico, e il racconto veniva poi riportato all’infinito
da mille bocche a mille orecchie.
Adesso invece circolano in rete (letta su Facebook) cose di
questo tipo:
"quest'anno il mese xxx ha 5 venerdì, 5 sabati e 5
domeniche. Succede una volta ogni 823 anni. Questo evento è chiamato una
borsa di soldi. Copia questo stato sulla tua pagina e il denaro arriverà
entro 4 giorni. È una teoria basata sul Feng Shui, quello che non copia rimarrà
senza soldi".
Visto che di soldi in questo periodo non ne girano molti, ho
visto varie persone che per sicurezza hanno postato sulla propria bacheca, in
bella vista, questo piccolo trafiletto, senza però preoccuparsi di controllare e
quindi esponendosi al ridicolo.
Io ho provato con due mesi: marzo e agosto.
Marzo ha avuto 5 venerdì, 5 sabati e 5 domeniche nel 2013 e
nel 2002.
Agosto ha avuto questa combinazione nel 2003 e nel 2008.
Mi ci sono voluti 3 minuti di orologio per trovare solo queste quattro date.
Forse io in certe situazioni sono cattiva ma, prima di
scrivere certe cose, consiglierei di fare una breve verifica e di evitare di esporre la propria stupidità ad un pubblico virtualmente infinito.
Si perdono 3
minuti anziché i 30 secondi per leggere e condividere, ma ne vale davvero la
pena!
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