Mia figlia ha quasi 15 mesi e il nostro allattamento
prosegue ancora.
Da molto tempo però, le poppate non sono più quell’evento
tranquillo e di calma, la nostra piccola pausa tra i vari eventi della
giornata. Lei ha imparato a girarsi, a stare in piedi, ad afferrare gli oggetti
che vede e tutto questo si riflette anche nella poppata: vuole stare in piedi,
vuole stare a testa in giù, vuole prendermi il naso, infilarci le dita dentro
(per poi mettermele n bocca…), vuole giocare col capezzolo libero, fermarsi per
fare una pernacchia sulla tetta, provare i nuovi denti (ahia!) e tante altre
cose.
Sono tutti comportamenti assolutamente normali e comuni a
tutti i bimbi durante la loro crescita.
Il giocare col capezzolo libero, poi, è anche una affermazione
di affetto e amore: tocco, sfioro, guardo il principale mezzo con cui fino a
quel momento si è sviluppato il legame tra me e la mia mamma.
Però ci sono momenti o comportamenti particolari che possono dare fastidio alla mamma o anche creare imbarazzo, e qui sono sicura che ogni mamma sa pensare ad una azione particolare che vorrebbero non accadesse. Non c’è motivo per cui ci si debba adattare a dei comportamenti che non ci piacciono o che sono dolorosi.
Quindi come fare a far capire al proprio figlio che certe
cose non si fanno?
Ho trovato questo articolo su internet che dà alcuni
suggerimenti:
- Iniziare presto: ovvero scoraggiare quanto prima i comportamenti indesiderati e sostenere le “buone maniere della poppata”. Alcune mamme usano parole chiave prima ancora che il bimbo inizi a parlare e in tal modo riescono a insegnare anche a bimbi molto piccoli che non si morde la mamma. Siate decise, chiare e coerenti.
- Essere pazienti: i cambiamenti richiedono tempo.
- Aspettare: molti comportamenti presi dal bimbo durante l’allattamento sono una fase passeggera, dove sperimentare nuove cose da fare durante la poppata. Se qualcosa vi infastidisce solo lievemente, provate ad aspettare che la novità perda interesse da sola.
- Distogliere l’attenzione: trovate un altro modo per occupare le mani di vostro figlio, per esempio toccare i propri capelli o i propri vestiti anziché i vostri, fargli vedere che può accarezzare anziché dare pizzicotti. Provate a tenergli le mani, baciarle, soffiarci sopra, giocare o contare con le dita. Fategli indicare gli oggetti attorno a voi. Dategli qualcosa da tenere in mano e con cui giocare durante la poppata, provando diverse forme e consistenze se il primo oggetto non funziona. Se vuole giocare con i vostri capelli, col naso o con l’altro capezzolo, provate a trovare qualcosa che abbia una consistenza simile. Indossate una collana da allattamento o una sciarpa con cui lui/lei possa giocare. Parlate, leggete un libro durante la poppata, o raccontate filastrocche (magari legate ai numeri in modo da tenere impegnate le sue dita).
- Scoraggiare: se vostro figlio giocherella col capezzolo libero, provate ad indossare un reggiseno o un indumento che non riesca a sollevare/aprire e nel frattempo “distogliete l’attenzione”. Provate con un rimprovero, usando un tono di voce fermo ma che non lo spaventi, magari abbracciandolo e tenendogli ferma la mano. Sospendete la poppata fino a che continua quel comportamento, spiegando con poche e semplici parole il motivo. Provate a giocare per qualche minuto per poi riproporre il seno quando vi sembra più opportuno (o quando lo chiede lui).
È anche corretto instaurare regole diverse per le poppate “private”
e quelle “pubbliche” e i bimbi si sanno adattare a queste diverse situazioni. Se
vostro figlio ha bisogno di più tempo per capire queste diverse situazioni, abbiate
pazienza e siate molto chiare.

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