venerdì 28 giugno 2013

riflessioni sul terremoto...

Lo ammetto: il terremoto mi terrorizza.

È passata ormai una settimana dall’ultima scossa, eppure continuo a pensarci e sono sempre sul chi vive. Ormai è da un anno che questa sensazione mi accompagna, e anche se la mia famiglia non ha avuto (per fortuna) alcun tipo di danno, non riesco ad essere davvero tranquilla. Il pensiero che possa succedere di nuovo, che non sia prevedibile né il momento né l’entità, è sempre lì, in un angolino remoto della mente.

Forse la cosa che mi spaventa di più è essere in ufficio quando succede: sono lontana dalla mia famiglia e, soprattutto, sono al 4° piano di un edificio storico che vibra e ondeggia ogni volta che passa un treno o un autobus. Quando passa un treno che non ferma in stazione e che sfreccia a tutta velocità a nemmeno 200 metri da qui, sento la sedia che si muove sotto di me e il cuore ha un sussulto.

Ormai dovrei averci fatto l’abitudine a questa sensazione e, credo, col tempo imparerò a non farci più caso. Fino a quel momento, comunque, sarò lo zimbello dei miei colleghi che mi rassicurano tutte le volte dicendo “è il treno!”. La fanno facile loro, che durante tutti i terremoti dell’anno scorso e anche quello della settimana scorsa, erano momentaneamente fuori per commissioni o riunioni!


Il mio simbolo personale del terremoto è questo edificio:




l’ex-Municipio di San Possidonio (MO), che ho personalmente rilevato e del quale ho studiato l’evoluzione storica a partire da una fotografia della fine degli anni ’20.


Ora è così:






Non ho idea di cosa sarà in futuro di quello che ne rimane, molto probabilmente rimarrà abbandonato e in attesa di un progetto di ristrutturazione che non arriverà mai o per il quale non si troveranno i fondi.
Lo si può considerare un brutto edificio, ma io ero arrivata ad apprezzarlo dopo tutto il tempo passato a misurarlo e ridisegnarlo e a progettare un suo nuovo uso.

Ora è solo un fantasma che vive in pieno giorno, con un piccolo passato di storia e di importanza (per il paesino in cui si trova), con un progetto per il futuro che ormai non vedrà mai la luce e con un eterno presente nella foresta di erbacce che lo circonda.

martedì 25 giugno 2013

mi piace e non mi piace

cosa mi piace

  1. essere diventata mamma: è difficile ma ogni giorno è pieno di soddisfazioni. Sì, lo so, lo dicono in tanti e in effetti non c'è nulla da fare: è così e basta. Ogni tanto, anzi molto spesso, mi permetterò di scrivere i progressi della mia bimba e le mie riflessioni sull'essere mamma.
  2. disegnare ad autocad: so di essere brava e non lo nascondo e mi arrabbio tantissimo quando trovo dei file senza senso. Ho intenzione di scrivere un post o anche più in merito alle assurdità di alcuni dwg, cose che ho visto con i miei occhi e cose che mi sono state riferite.
  3. ascoltare musica: beh, a chi non piace? Sono piuttosto varia in quello che ascolto (forse il moroso non sarà d'accordo su questo punto), anche se alla fine mi riduco spesso al tragitto in macchina e al fine settimana mentre preparo il pranzo. Magari se avrò qualche CD che mi intriga in particolar modo, ne parlerò qui...
  4. cucinare: mi piace davvero molto e mi piace soprattutto sperimentare cose nuove. Non sempre mi riescono bene ma non mi faccio prendere dallo sconforto e continuo lungo la mia strada di esperimenti...
  5. leggere: ora che la figlioletta cresce e dorme con un po' più d regolarità riesco anche a trovare il tempo di continuare con le letture lasciate indietro. Sono decisamente contenta, perché questo mi aiuta ad abbandonare la teledipendenza!
  6. gatti: per ora siamo a quota 2 femmine e 2 maschi (uno fresco fresco di ieri sera!), di cui uno vive prevalentemente all'aperto. Se fossi sicura di non fare un torto alla loro natura, io mi terrei anche una tigre e una lince... ma non si può (per fortuna loro!)...
  7. guardare e studiare le architettura nuove e vecchie per trovare nuove idee


cosa non mi piace

  1. non poter dedicare tanto tempo alla mia famiglia. Lavorare nobilita l'uomo (in questo caso la donna) e serve per portare a casa qualche soldo ma, accidenti, quando non c'è equilibrio tra le ore di lavoro, la gratificazione personale del proprio mestiere, i soldi guadagnati e il tempo libero, allora c'è decisamente qualcosa che non va... Molto probabilmente (mi conosco) pubblicherò dei post in cui mi lamento ma cercherò di limitarmi per non diventare troppo noiosa.
  2. sapere di essere disordinata e non impegnarmi a sufficienza per rimediare. In pratica io metto davvero a posto solo quando arrivo al limite della sopportazione. Ma sto provando a cambiare e a portare un po' di ordine nel mio caos...
  3. fare le cose all'ultimo minuto, che si genera troppa ansia per la fretta e non si è mai sicuri che il risultato sia buono.
  4. chi cammina sulla pista ciclabile e chi va in bici sul marciapiedi. Oh, avrei davvero tanto da dire su ciclisti, pedoni e automobilisti vari... e i parcheggiatori folli! Prima o poi arriverà il post!!!
  5. mille cose piccole e di poco conto (tipo lasciare il frigo aperto senza necessità)

direi che queste sono le cose più importanti, nel caso ne scoprissi qualcuna nuova la aggiungerò alla lista...

giovedì 20 giugno 2013

eccomi qui

La mia vita può essere piccola e insignificante per molti, pertanto questo blog si perderà tra le pieghe della rete, mentre per altre persone è un tassello di un mosaico che si va ad inserire nella loro.
Una vita piccola ma importante, che rallegra, infonde calore ed energia e che cerca di offrire una spalla su cui piangere o un po' di consolazione quando serve.

Lo scopo di questo blog è quello di esprimere quello che mi passa per la testa, come succede credo a tutti coloro che scrivono un blog, per raccontare di me e di quello che mi succede e portare il mio "tassello" a conoscere nuove persone e nuove cose con le quali creare mosaici sempre diversi.

Un benvenuto a tutte le persone che dedicheranno un po' del loro tempo a stare qui con me...