Mi sembra quindi giusto abbandonarmi ai ricordi e ad alcune riflessioni...
Dal momento in cui sono comparse quelle due lineette rosa sul test di gravidanza, ecco che ho iniziato a fare progetti sul mio futuro da mamma, sogni sulle cose che avrei fatto assieme al moroso e alla nostra bimba (perché lui era sicuro che sarebbe stata femmina ed aveva ragione!)...
Innanzi tutto, avevamo bisogno di una cameretta carina e accogliente dove far dormire la nostra piccola. Perché lei avrebbe dormito nella sua cameretta, ovvio!
Poi, su consiglio del mio collega, che era appena diventato papà della sua seconda bimba, mi sono fatta prestare moltissimi aggeggi che ci avrebbero certamente aiutati nel nostro compito di neo genitori: la sdraietta, la seggiola a dondolo che vibra, il box, l'interfono, un super passeggino completo di navicella e ovetto per la macchina. Poi biberon, sterilizzatore, scalda biberon... quante cose servono per un bimbo!!!
Oltre a tutte queste cose, fortunatamente prestate perché io non mi sarei sentita bene all'idea di spendere così tanti soldi per delle cose di plastica che durano solo pochi anni, mi sono permessa di comprarne o farmi regalare altre più particolari, tra le quali un set di pannolini lavabili e una fascia porta bebè.
Eccoci quindi al momento in cui finalmente abbiamo conosciuto la nostra piccoletta.
Amore a prima vista, lo ammetto.
Da quando me l'hanno posata sulla pancia, subito dopo il parto, sono nata anche io come mamma.
Ed ero una mamma molto diversa da quella che pensavo di essere fino a solo poche ore prima.
Innanzi tutto non ero semplicemente "mamma", ma ero "la mamma di questo esserino urlante", proprio lei e di nessun altro. Lei, con il suo carattere unico che dovevo imparare a conoscere e con le sue preferenze, che dovevo imparare a capire. A lei non interessava nulla della sdraietta o della seggiolina. A lei non importava che la navicella fosse stata messa accanto al lettone, giusto per i primi giorni fino a che la nostra piccola non avesse preso il ritmo sonno/veglia, per poi essere spostata nella sua bella cameretta.
Lei voleva starmi in braccio. Sempre.
Ho ceduto a farla dormire nel lettone la seconda notte, quando non ce la facevo più a stare alzata per cullarla e coccolarla fino a farla dormire (e questo è essere generosi con il significato delle parole...).
La sdraietta è stata molto utilizzata... ma non da lei, che era molto più comoda tra le mie braccia e sul mio petto.
La seggiola a dondolo è stata smontata dopo due mesi, quando ormai aveva preso un po' di polvere visto che nemmeno i gatti riuscivano a dormirci dentro.
L'interfono è ancora sigillato nella sua confezione, visto che la pupa ha sempre avuto un'ugola d'oro e non ha mai dormito nella sua stanza (che è tornata ad essere la stanza dello stiro).
Biberon e accessori mi sono serviti perché ho ceduto all'aggiunta di latte artificiale, un biberon alle 23 circa quando io ormai non dormivo da 20 ore e il moroso tornava a casa da lavorare, così potevo dormire 2 orette o 3 se andava bene.
Il passeggino è stato portato a casa dei miei genitori ed è tornato utile quando sono tornata a lavorare, perché loro si sono offerti di tenerla tutte le mattine (e anche i pomeriggi quando serve).
Ecco allora entrare in scena la fascia, utile per cullarla e tenerla a contatto...
Sì, perché quello di cui lei aveva ed ha tutt'ora bisogno era puro e semplice contatto.
Da quel momento sono entrata in un altro mondo, quello del babywearing e del maternato ad alto contatto.
Non c'è voluto molto: è bastato conoscere la figlia reale e non quella immaginaria e lasciarmi guidare da lei.
Dopo 15 mesi lei dorme ancora con noi, la testa vicino a me e il corpo sul suo lettino, che è stato portato nella nostra camera e unito al lettone. Ancora adesso si addormenta in braccio a me mentre la cullo, durante la poppata serale.
Alcune cose sono proprio come le avevo immaginate: i primi passi, le prime parole, la scoperta dei libri e di tante altre piccolezze.
Alcune cose sono proprio come le avevo immaginate: i primi passi, le prime parole, la scoperta dei libri e di tante altre piccolezze.
Alcune cose sono difficili ma ci si fa l'abitudine: dormire poco, non riuscire a seguire casa al meglio (soprattutto per me che sono disordinata)...
Molte altre però sono anche meglio di quanto avrei mai potuto pensare... e non tornerei mai indietro!
Molte altre però sono anche meglio di quanto avrei mai potuto pensare... e non tornerei mai indietro!


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